Jeffrey Tucker: il prezzo di BTC sarebbe molto più alto se la criptovalute fosse scalabile

Jeffrey Tucker, direttore editoriale dell’American Institute for Economic Research, ha recentemente pubblicato un messaggio su Twitter che ha riacceso il dibattito sulla scalabilità di Bitcoin.

“Quale sarebbe il prezzo oggi se [Bitcoin] fosse adeguatamente scalabile?”

L’economista, da lungo tempo sostenitore di BTC, ha dichiarato che l’attuale prezzo della criptovaluta è molto più basso di quanto sarebbe se la tecnologia alla sua base fosse “adeguatamente scalabile“:

Il tweet segue alcuni commenti rilasciati dallo stesso Tucker durante un panel di discussione con l’economista Peter Schiff, il quale è invece fortemente scettico nei confronti delle criptovalute. Secondo Tucker, il problema della scalabilità ha ostacolato l’adozione da parte del grande pubblico:

“L’adozione non è aumentata abbastanza. La criptovaluta non viene utilizzata dai consumatori tanto quanto sarebbe se fosse maggiormente scalabile. E adesso stiamo osservando cosa succede quando Bitcoin non è adeguatamente scalabile.”

Tucker ha sottolineato che Bitcoin è stato progettato per prosperare proprio durante crisi finanziarie come quella attuale, ma non sta riscontrando il successo che molti si aspettavano proprio a causa del problema della scalabilità:

“Bitcoin è stato introdotto proprio per diventare un bene rifugio durante periodi come questo. E allora perché Bitcoin non è diventato un bene rifugio come progettato?”

Vitalik Buterin si unisce alla discussione

Il problema della scalabilità di Bitcoin è uno dei dibattiti più accesi del settore: il network alla base della criptovaluta non riesce infatti ad elaborare le transazioni abbastanza velocemente da poter diventare una moneta utilizzabile nella vita di tutti i giorni dal grande pubblico.

Le dispute in merito alla questione hanno portato alla nascita degli hard fork Bitcoin Cash (BCH) e Bitcoin SV (BSV), mentre Bitcoin ha tentato di risolvere il problema della scalabilità adottando la soluzione second layer Lightning Network.

Vitalik Buterin, celebre cofondatore di Ethereum (ETH), ha risposto al messaggio di Tucker incoraggiando l’economista a dare un’occhiata ad Ethereum 2.0, il cui lancio è previsto per la fine dell’anno:

“[Ethereum 2.0] sarà altamente scalabile, ma senza la centralizzazione che si basa unicamente sull’incremento della grandezza dei blocchi.”

Nessuna correlazione fra prezzo e scalabilità?

Molto diverso il parere dell’analista Willy Woo, secondo il quale la scalabilità non ha nulla a che fare col prezzo o la capitalizzazione di Bitcoin. Ha a tal proposito citato l’esempio dell’oro:

“L’oro è un asset da 9.000 miliardi di dollari. Quante transazioni al secondo puoi fare con l’oro? Parlo dello spostamento fra un caveau e l’altro, questo è equivalente alla main chain di BTC. Gli swap che facciamo con ETF e derivati è invece il second layer dell’oro, perfettamente scalabile proprio come lo sarà il second layer di BTC.”

Anche Pierre Rochard, fondatore di Bitcoin Advisory, ha affermato che la scalabilità non rappresenta un ostacolo per l’adozione.

Vijay Boyapati, investitore in BTC e sostenitore della criptovaluta, ha invece affermato che immaginare un Bitcoin “adeguatamente scalabile” non è affatto difficile: esiste già, si chiama Bitcoin Cash e il suo prezzo è di 200$.

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